Ogni anno sono tantissime le persone che muoiono a causa di un arresto cardiocircolatorio. Eppure sarebbe possibile salvare delle vite, a patto di intervenire entro i primi cinque minuti. È fondamentale avere a portata di mano un defibrillatore, che insieme al massaggio cardiaco attiva la catena della sopravvivenza in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

Di questo ne hanno parlato anche a Report, programma di Rai3, durante la puntata mandata in onda lo scorso lunedì e di cui vi riportiamo il servizio “batticuore”.

Sta di fatto che l’intervento precoce da parte delle persone presenti sul posto, attraverso le prime manovre di rianimazione e l’utilizzo degli apparecchi defibrillatori semiautomatici, può rivelarsi decisivo per la prognosi e per la qualità di vita del paziente. Ma se qualcuno dovesse sentirsi male potremmo anche noi semplici cittadini intervenire in aiuto e usare un defibrillatore per soccorrerlo? La risposta è sì, perché la defibrillazione precoce può essere effettuata anche da personale non sanitario. Un esempio?

Al fine di creare una rete capillare e strategica, Fondazione Ticino Cuore ha istituito una vera e propria missione umanitaria, la cosiddetta rete dei First Responder (FR): cittadini “comuni” pronti a soccorrere con tempestività chi è colpito da arresto cardiaco improvviso, solo dopo aver seguito un corso di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce (BLS-DAE). La Fondazione però non si è fermata qui ed è andata oltre: è grazie infatti anche alla nostra preziosa collaborazione che è stato progettato e sviluppato un prodotto ad altissimo contenuto tecnologico che, per le sue caratteristiche di unicità, ha dato vita ad un sistema estremamente efficace nella gestione di tutta la rete dei FR: Momentum.

 

Momentum oggi sta riscuotendo grande successo tant’è che ha già portato importanti risultati anche in numero di vite salvate. Basti pensare che in Svizzera, solo il Canton Ticino ha raggiunto nel 2016 un tasso di sopravvivenza superiore al 50% rispetto alla media europea del 14%. Per approfondire dati ed efficacia dell’utilizzo del sistema mobile utilizzato potete leggere il progetto di ricerca scientifico pubblicato pochi giorni fa sulla rivista specializzata, Resuscitation Journal.

Sicuramente Momentum ha il pregio di utilizzare una tecnologia disponibile in tutto il mondo, come ben sappiamo infatti lo smartphone è l’oggetto che al giorno d’oggi appartiene ad ognuno di noi. Confidenti che la nostra soluzione possa diffondersi a macchia d’olio e in tempi “supersonici”, forte anche dei risultati di vite salvate in Canton Ticino, ci fa sperare in un incisivo sostegno da parte dei media affinché diffondano una nuova cultura che potrà in futuro anche salvare noi stessi in prima persona.

Detto questo, volgiamo ringraziare il Managing Editor di Medgadget, Gene Ostrovsky, per aver colto il potenziale di Momentum e di avergli dedicato ampio spazio con l’articolo-intervista al nostro CEO, Stefano Doninelli.